giovedì 17 settembre 2009

ARCADIO SPINOZZI RICORDA L'ANGOLANA E CITTA' S.ANGELO.


  • Il giovanissimo Arcadio Spinozzi con la maglia dell'Angolana nel campionato 1972-73.
  • http://www.sambenedettoggi.it/2003/11/28/3605/ex-rossoblu-arcadio-spinozzi-la-samb-e-la-piu-amata/
  • Intervista (Prima puntata) all'ex difensore della Samb, Arcadio Spinozzi. La seconda puntata su Riviera delle Palme News in edicola sabato 6 dicembre. (A cura di Roberto Raneri)
  • ARCADIO SPINOZZI: NON ESISTE IN ITALIA UNA CITTA’ CHE AMI LA PROPRIA SQUADRA COME I SAMBENEDETTESI!
    Ha rischiato di non giocare piu’ a calcio per una misteriosa malattia di cui nessuno riusciva ad identificarne la causa; ha visto la morte in faccia quando il treno su cui viaggiava insieme ai compagni di squadra del Verona è deragliato nei pressi di Bologna a causa di una frana. Ha scritto un libro dal titolo emblematico “Le facce del pallone? in cui racconta le esperienze di un allenatore in Africa: questo è Arcadio Spinozzi, forse il piu’ grande difensore uscito dal settore giovanile della Sambenedettese che nel 1975 pareva avere chiuso col mondo del calcio e che invece due anni dopo calcava i terreni di S. Siro e l’ Olimpico in serie A. Questa non è un’ intervista ma lo storia di un grande giocatore ma soprattutto di un grande uomo. Nella prima parte Arcadio racconterà i suoi esordi nella Sambenedettese, nella seconda che pubblicheremo la settimana prossima rivivremo gli anni della serie A e quelli di Allenatore.
    D: Arcadio, come hai iniziato a giocare a calcio?
    R: Ho iniziato molto tardi a 14 anni dopo che vicino a casa mia a Tortoreto avevano costruito un campo al posto di una vecchia discarica per cui mi iscrissi a una società che partecipava ai campionati giovanili. Sono nato a Mosciano S.Angelo, il paese di mia madre ma i miei primi sei anni li ho trascorsi a Cittaducale in provincia di Rieti, dove mio padre si era trasferito per motivi di lavoro, dopodiché ci stabilimmo definitivamente aTortoreto.
    D. Come arrivasti a giocare nella Samb?
    R: La mia avventura cominciò a 15 anni quando fui acquistato insieme ad un mio compagno di squadra, Scardecchia che ricopriva il ruolo di portiere, dalla Samb. In realtà dopo avere effettuato un provino i dirigenti rossoblu mi avevano scartato e non volevano saperne di tesserarmi. Alla fine la Samb, dietro l’ insistenza dei dirigenti abruzzesi fu? costretta? a prendermi altrimenti avrebbe dovuto rinunciare a Scardecchia. Per 100.000 lire fummo acquistati insieme: Scardecchia poi scomparve, io invece sono arrivato in serie A…..
    D.: Come fu il primo impatto col nuovo ambiente ?
    R: Fu semplicemente tremendo: io andavo a scuola tutte le mattine col treno a Giulianova, poi il pomeriggio dovevo riprendere il treno per allenarmi a S.Benedetto. Alla domenica addirittura dovevo svegliarmi alle cinque, percorrere due chilometri in bicicletta per arrivare alla stazione, scendere a S.Benedetto, poi andare a piedi fino al Campo Europa ed aspettare un paio d’ ora i miei compagni che arrivavano freschi, freschi alle nove. Era un calvario, specialmente d’inverno.
    D: Ti ricordi la tua prima partita in prima squadra ?
    R: Rimarrà un ricordo indimenticabile: a quei tempi i giovani non erano aggregati alla prima squadra, noi ci allenavamo sulla spiaggia per conto nostro. Nell’ultima partita del campionato 1971-72 mister Persico mi schierò contro il Pisa. Vincemmo per 2-0 e io devo ringraziare Paolo Beni che mi aiutò molto. Il solo fatto di sapere che dietro di me c’era lui mi diede la tranquillità necessaria. Se non ci fosse stato lui non saprei come sarebbe andata a finire.
    D: L’ anno seguente fosti confermato.
    R: Si e disputai anche uno spezzone di partita insieme ad un altro giovane del vivaio, Politi. Ma a novembre Persico fu esonerato e sostituito da Bergamasco il quale volle giocatori di esperienza e non vedeva di buon occhio i giovani per cui fui venduto all’ Angolana. Città S.Angelo è una città molto strana dove convivono persone dal ceto sociale profondamente diverso come professori, commercianti e zingari nello stesso quartiere: questo è il ricordo che piu’ mi è rimasto impresso di quell’esperienza.
    D: A questo punto cominciarono i guai fisici….
    R: Non mi sentivo bene, avevo sempre una febbricola per cui fui ricoverato a “Villa Anna" dove lavorava l’allora medico sociale della Samb Dott. Monaldi: fu l’inizio di un lungo peregrinare in giro per l’ Italia alla ricerca di una diagnosi. In quell’ anno dovetti anche partire per il militare: fui mandato a Palermo dove fui ricoverato all’Ospedale Militare, poi a Bologna, poi fui mandato in convalescenza a casa e ricoverato tre mesi a Giulianova: nessuno riusciva a scoprire la causa di quel male oscuro: l’unica cosa che i medici sapevano fare era quello di somministrare antibiotici su antibiotici in dosi massicce. Ed io ero ancora piu’ debilitato. Cominciai a frequentare anche Ospedali Psichiatrici: nessuno sapeva ascoltarmi fin quando non finii al “manicomio" di Fermo dove un Professore mi disse testualmente:? Tu non hai niente…Tu non hai niente. Getta via il termometro….? e mi mandò un mese in montagna.
    D: La Samb si dimenticò di te..
    R: Nessuno si fece vivo fino quando casualmente un giorno i miei amici mi portarono a S.Benedetto a fare una passeggiata. Ero seduto su una balaustra quando un uomo mi si avvicinò e mi fissò come se mi riconoscesse; era il mio ex-allenatore Rivo Spinozzi che mi invitò a ritornare a rivedere i miei ex-compagni. L’ anno seguente fui convocato in ritiro ad Amandola con la prima squadra: io ero felice ma non stavo ancora bene, vomitavo di nascosto, non reggevo agli sforzi, i miei compagni lo vedevano ma mi aiutavano non dicendo niente né all’ allenatore né tanto meno al medico sociale. Non finirò mai di ringraziare Simonato, Basilico, Catto, Chimenti e tutti gli altri.
    D: E poi finalmente l’ esordio in serie B !
    R: Bergamasco fu costretto a schierarmi a Novara poiché quel giorno mancavano quasi tutti i difensori titolari fra infortuni e squalifiche. Bergamasco non voleva i giovani. In settimana sentii urlare nel suo stanzino al Ballarin “Maledizione, devo fare giocare per forza a Novara quel mona?. Immaginatevi come mi sentivo. Inoltre la Samb era in crisi poiché dopo 13-14 partite, in trasferta non aveva conquistato neanche un punto e i tifosi cominciavano a rumoreggiare. Nella mia carriera io non ricordo una squadra come la Sambenedettese di quel giorno che non superò mai una volta, dico mai, il centrocampo! Fu una assedio continuo: pali, traverse, 18 uomini nella nostra area di rigore.Tanto è vero che alla fine anche i tifosi di una città cosi’ tranquilla persero la pazienza e ci tirarono di tutto contro il pullman: ricordo un sasso che ruppe due finestrini laterali e che sfiorò alla testa sia me che Battisodo e che ci avrebbe potuto anche uccidere. Pare che in quell’occasione fu tirato anche un colpo di pistola. Disputammo comunque un grande campionato, ad un certo punto arrivammo a due punti dalla terza, io ero diventato ormai titolare avendo tolto il posto a Della Bianchina ma non stavo bene: la notte non dormivo e non riuscivo a recuperare.
    D: L’ anno seguente fosti riconfermato..
    R: Si, iniziammo con Fantini, poi subentrarono Traini eTribuiani. Ormai a S.Benedetto mi ero ambientato. Abitavo prima in via Risorgimento insieme a Gonnelli , il portiere di riserva, poi mi trasferii in un appartamento in via Crispi. I compagni erano eccezionali, ci si aiutava tutti.
    D: Qual è il ricordo piu’ bello che ti sei portato via da S. Benedetto ?
    R. Il pubblico! Straordinario ho girato tutta l’Italia, ho giocato tanti anni in serie A in squadre blasonate come Lazio, Verona e Bologna, ho calcato i campi prestigiosi di S.Siro, il Comunale di Torino, l’Olimpico ma il ricordo piu’ emozionante era il vedere tutta quella gente che la domenica pomeriggio riempiva i due vialoni che portavano alla curva Nord e quella Sud del Ballarin.(Viale Colombo e il lungomare di Grottammare). Era piu’ emozionante assistere a quella scena piuttosto che giocare di fronte a 80.000 spettatori a S.Siro!

domenica 13 settembre 2009

2009-2010 - 2ª giornata - ATESSA VDS-RENATO CURI ANGOLANA 3-1



  • 2009-2010 - 2ª giornata - ATESSA VDS-RENATO CURI ANGOLANA 3-1
  • ATESSA VDS - RENATO CURI ANGOLANA 3-1 (1-1)
  • ATESSA VDS: Scerbo; Boschetti, Brack, Marotta, Scielzo; Gentili, Rachini (20'st Bazzi), Morelli, Greco; Lazzarini (13'st Pagano), Miani (48'st Cogliandro). A disposizione: Speranza, Di Deo, Baldini, Battista. Allenatore: Giandonato.
  • RENATO CURI ANGOLANA: Rimi; Del Grosso, Terrenzio, Cossu, D'Orazio (37'st Galasso); Fideli (47'st Gargiulo), Forlano (27'st Micaroni), Ganje; Rosetti, De Matteis; Crispino. A disposizione: Carosa, Pirozzi, Traini, Pomposo. Allenatore: Norscia.
  • Arbitro: Marinelli di Tivoli (Bernabei e Culicelli di Ostia Lido)
  • Espulso: 35'st Rachini (Atessa VdS) direttamente dalla panchina per proteste
  • Ammoniti: Scielzo, Rachini, Greco (Atessa VdS), D'Orazio, Forlano, Terrenzio, Fideli (Renato Curi Angolana)
  • Reti: 13'pt Miani (Atessa VdS), 43'pt De Matteis (Renato Curi Angolana), 35'st Gentili (Atessa VdS), 50'st Pagano (Atessa VdS) su rigore
  • Note: 500 spettatori circa; recuperi: 2' e 5'
  • SERIE D TRASFERTA INDIGESTA PER LA RENATO CURI ANGOLANA AD ATESSA (1-3) I nerazzurri cedono nel finale agli attacchi dell'Atessa VdS che, alla fine, dilaga andando a segno per ben tre volte
  • MONTEMARCONE - Al termine di una gara equilibrata e combattuta l'Atessa Val di Sangro ha la meglio su una Renato Curi Angolana mai doma ed agguerrita, incamerando tre punti preziosi. Ad inizio partita, mister Giandonato opta per Marotta al fianco dell'olandese Brack in difesa, nel mentre Lazzarini funge da spalla a Miani. Rientra dalla squalifica il classe 1989 Gentili (ottima la sua prova). Siedono in panchina i neo acquisti Speranza (Giugliano), Cogliandro (Montesilvano) e Bazzi (Carpi). Non fanno invece più parte della compagine locale il portiere Lattanti ed il difensore Longo, entrambi classe 1990. Sull'altra sponda il trainer pescarese Norscia schiera i suoi con un duttile 4-3-2-1 lanciando in campo, sin dal primo minuto, il portiere Rimi, ex Olympia Agnonese. In mediana, dopo la squalifica, torna Ganje. Pronti via ed i padroni di casa partono con il piglio giusto, trovando la segnatura dopo appena tredici minuti, grazie al rapace Miani, bravo a capitalizzare una palla vagante nell'area piccola. L'incontro, nel corso dei primi quarantacinque minuti, è equilibrato ed ambedue le squadre lottano pallone su pallone senza riuscire a prevalere l'una sull'altra. Proprio allo scadere, però, i nerazzurri pervengono al pari. È De Matteis ad approfittare di una errata ripartenza locale ed a freddare Scerbo con un diagonale mancino. Uno pari e tutti negli spogliatoi. La ripresa viaggia ancor di più sulle ali dell'equilibrio, con i padroni di casa che ci provano grazie alle iniziative degli esterni Gentili e Grieco e con qualche calcio piazzato del solito Brack. Anche Miani, al minuto 26, si trova la palla buona davanti al portiere, ma non riesce nella deviazione vincente. L'Angolana non sta a guardare ed è ficcante, specialmente nelle ripartenze. A dieci minuti dal termini la gara, sotto una pioggia battente, si infiamma. Lo scatenato Gentili scatta sul filo del fuorigioco ed è perfetto nell'anticipare Rimi in uscita ed a depositare il pallone nel sacco con il piatto sinistro. Gli uomini di Norscia si riversano all'attacco alla ricerca del pari perduto, ma trovano davanti a loro uno strepitoso Scerbo, al secondo minuto di recupero, bravo a sbrogliare, d'istinto, una pericolosa carambola. Allo scadere dei cinque minuti di recupero gli atessani trovano anche la terza marcatura grazie ad una bella serpentina di Grieco, buttato giù all'ingresso dell'area di rigore. Dagli undici metri Pagano fa tris, chiudendo definitivamente l'incontro.

domenica 6 settembre 2009

2009-2010 - 1ª giornata - RENATO CURI ANGOLANA-BOJANO 1-2




  • 2009-2010 - 1ª giornata - RENATO CURI ANGOLANA-BOJANO 1-2
  • RENATO CURI ANGOLANA: Carosa, Del Grosso (27' s.t. Pirozzi), D'Orazio, Forlano, Terrenzio, Cossu, D'Alonzo (3' s.t. Galasso), Bordoni, Crispino, Rosetti, De Matteis (35' s.t. Catullo). A disposizione: Ortolano, Pomposo, Micaroni, Rapino. Allenatore: Norscia

  • BOJANO: Leone, Desiderio, Carrino, Chisena, Ruggieri, Gioffrè, Cirillo (1'st Alsemi), Altieri (25' s.t. Tucci), Fusco, Iaboni, Rendente (14' p.t. Polise). A disposizione: Arena, Sacci,Ivan, Rossetti. Allenatore: Farina

  • Arbitro: Carrisi di Brindisi
  • Reti: 17' p.t. Bordoni (Renato Curi Angolana), 40' s.t. Ruggieri (Bojano), 49' s.t. autogol di Bordoni (Bojano)
  • Espulsi: 12' p.t. Leone (Bojano) per comportamento non regolamentare
  • Ammoniti: Desiderio, Chisena, Gioffrè, Ruggieri, Tucci (B), Bordoni (A)
  • L'Angolana del nuovo corso targato "De Cecco Junior" stecca la prima. Sul neutro di Atessa i nerazzurri vengono superati da un volenteroso Bojano, squadra largamente alla portata degli angolani, almeno per quello visto oggi in campo.
  • I locali scendono in campo privi di Aquaro, Ganje, De Cecco, Traini e Di Filippo. Norscia schiera i suoi col 4-3-2-1 con Carosa in porta, Del Grosso e D'Orazio terzini rispettivamente a destra e sinistra, con la coppia centrale formata da Terrenzio e Cossu. Il trio di centrocampo è formato da Forlano, Bordoni e D'Alonzo. I due rifinitori sono De Matteis e Rosetti in avanti Crispino. Mister Farina risponde col 4-4-1-1 con Leone tra i pali, Desiderio a desta e Carrino a sinistra, al centro Gioffrè e Ruggieri. In mediana Chisena e Altieri con Cirillo e Rendente esterni. In avanti Iaboni a ridosso di Fusco. La partita stenta ad entrare nel vivo. La prima conclusione degna di questo nome arriva al decimo minuto con De Matteis liberato al tiro da una sponda di Crispino con parata del portiere Leone a terra. Al 13' minuto si accende un parapiglia per una gomitata di Desiderio su Bordoni che cade a terra. Il portiere ospite si fionda su Bordoni cercando di rimetterlo in piedi con troppa foga e forza rimediando il cartellino rosso. Farina richiama Rendente e inserisce al suo posto il secondo portiere Polise. Dopo quattro giri di lancette i nerazzurri passano. Punizione laterale battuta da Bordoni con deviazione di un avversario in barriera e pallone in rete. Gli ospiti rispondono subito colpendo la traversa. Poi la partita scorre avanti senza occasioni degne di nota. Al 40' minuto l'Angolana ha la possibilità di chiudere la gara con D'Alonzo: cross di De Matteis dal fondo per D'Alonzo che, da pochi metri, conclude tra le braccia del portiere. La prima frazione si chiude dopo due minuti di recupero. Il Bojano torna in campo con una novità. Fuori Cirillo per Tucci che prende il posto di Fusco dirottato sulla corsia esterna. Dopo tre minuti Norscia opera il suo primo cambio. Richiama D'Alonzo sostituendolo con Galasso e passa al 4-4-2. Bordoni e Forlano in mezzo e Galasso e Rosetti esterni con De Matteis avanzato al fianco di Crispino. Al 10' della ripresa palla di Rosetti per D'Orazio che crossa sul primo palo dove l'attento Polise blocca. Intorno al 20' tiro senza pretese di Altieri per gli ospiti parato facilmente da Carosa. Al 40' minuto gli ospiti trovano la rete del pareggio sugli sviluppi di un calcio piazzato dai 35 metri circa con Ruggieri che sorprende Carosa sul suo palo. Gli angolani provano a riportarsi in avanti senza troppa convinzione. Nell'ultimo dei quattro minuti di recupero il Bojano trova la rete del vantaggio. Corner battuto in area con Bordoni che di testa anticipa tutti e mette la sfera alle spalle del compagno Carosa per la gioia dei venti tifosi giunti da Bojano. Il direttore di gara chiude la partita senza far riprendere neanche il gioco. Subito dopo si accende un diverbio tra i due mister che vengono trattenuti da altri tesserati per evitare il contatto fisico. Brutta partita quella vista oggi sul neutro di "Montemarcone". I nerazzurri hanno buttato al vento una vittoria che potevano tranquillamente portare a casa. Domenica prossima i nerazzurri saranno di nuovo ad Atessa per affrontare la formazione di casa.                                       
  • IL COMMENTO ALLA GARA 
  • Ho letto i commenti dei tifosi sulla gara persa col Bojano. A mio avviso la nostra squadra non è così scarsa come qualcuno vorrebbe far credere. Oggi mancavano delle pedine. Aquaro e Ganjè su tutti senza nulla togliere a De Cecco, Traini e Di Filippo. Il Bojano visto oggi era largamente alla portata dei nerazzurri. L'Angolana si era ritrovata la partita su un piatto d'argento. Dopo 20 minuti conduceva per 1-0 e gli avversari erano rimasti in dieci. Oltre alla traversa gli ospiti non si sono mai resi pericolosi dalle parti di Carosa. Gli uomini di Norscia hanno sciupato l'occasione di chiudere la gara con D'Alonzo altrimenti potevamo commentare un altro risultato a prescindere dalla prestazione. Dopo il vantaggio iniziale con loro in dieci forse sarebbe stato meglio passare dal 4/3/2/1 al 4/4/2 spostando De Matteis al fianco di Crispino in avanti e posizionando Bordoni e Rosetti sulle corsie esterne lasciando in mediana Forlano e D'Alonzo. Si doveva solo far girare la palla allargando sulle fasce con l'intento si servire qualche buon pallone al duo avanti per chiudere la partita. La difesa ospite ha palesato molto lacune. La squadra quando era pressata andava in difficoltà buttando palloni su palloni in avanti. I nerazzurri invece si sono limitati al compitino senza forzare più di tanto. Norscia a inizio ripresa ha cambiato assetto passando dal 4/3/2/1 al 4/4/2 sostituendo D'Alonzo con Galasso spostando Rosetti a sinistra e Bordoni al centro a far coppia con Forlano. Sarebbe stato più opportuno far uscire Rosetti inserendo sempre Galasso come esterno spostando Bordoni sull'altra corsia tenendo al centro D'Alonzo e Forlano più portati in quella zona di campo. la squadra dopo questo cambio si è allungata molto tra difesa e attacco vi erano quasi 70 metri di campo. I centrocampisti si sono ritrovati a volte schiacciati sulla linea di difesa e altre volte a ridosso delle punte non riuscendo mai mantenere la giusta distanza tra i reparti. Gli ospiti nonostante l'inferiorità numerica non hanno mai sofferto i locali. Norscia poi ha invertito i ruoli di Rosetti e De Matteis ma in campo nulla è cambiato. Poi ha sostituito De Matteis con Catullo per scelta tecnica e Del Grosso con Pirozzi per infortunio. A mio avviso alla squadra è mancata personalità in campo. La partita andava gestita diversamente e questo spettava al mister farlo. Paghiamo anche l'assenza di un’organizzazione di gioco. La squadra si esprime sulle singole giocate. Ho letto che si è parlato anche d’inesperienza dei nostri giocatori e la cosa mi sembra fuori luogo. Gli unici a non aver mai giocato in Serie D sono D'Orazio e Rosetti. Poi considerare ancora under Bordoni e D'Alonzo mi sembra veramente troppo. D'Alonzo è al quarto campionato di Serie D. Bordoni al terzo e sono entrambi '88. L'Angolana aveva la strada già tracciata dal finale della scorsa stagione. Bastava inserire delle pedine al posto giusto per affrontare un campionato tranquillo. Aquaro, Crispino e De Matteis compongono un discreto reparto avanzato cui possiamo aggiungere Rosetti e Rapino. L'acquisto di Del Grosso  può anche essere oculato in quanto può ricoprire più ruoli nel reparto difensivo e non solo. La scelta peggiore è stata fatta a centrocampo. L'Angolana aveva bisogno un centrocampista forte e di qualità che poteva garantire la crescita dei nostri validi giovani. Se si poteva spendere qualcosa in più, si poteva prendere anche un tipo alla Ganje. Purtroppo si deciso di buttare al mare quanto fatto di buono nel finale della passata stagione. Ora spetta a chi compete costruire qualcosa di nuovo per salvare questa categoria.
  • Lavrilla
  • Adesso basta!
  • Cara società non c'è nulla di male nell’ ammettere di aver sbagliato nel riprendere Norscia. L' importante è essere umili e quando si è capito l'errore fare un passo indietro e cercare di correggerlo. Norscia non era e non è l'allenatore che può guidare l'Angolana per tanti motivi, non è ben visto dalla piazza ha già steccato 3 anni fa e un allenatore che può fare la Promozione o al massimo l'Eccellenza. Perché non rimediare subito invece di perseverare nel farsi male i tifosi stanno soffrendo e si sono sentiti presi in giro con il ritorno di Norscia ora una società seria e capace non si ostina per la sua strada ma una volta che si è accorta dell' errore, cerca rimedio andando avanti cosi rischieremo seriamente nemmeno di lottare per salvarci. Oggi abbiamo perso contro un modesto Bojano neopromosso e squadra dal basso valore tecnico e che ha giocato ben un’ora e un quarto in inferiorità numerica e che faremo quando incontreremo squadre di caratura superiore? Ora spetta alla società decidere sul da farsi e badate bene che le critiche sono fatte non per distruggere come qualche ben pensante vuol far credere ma perché uno ci tiene veramente all' amata Angolana e fa' veramente male stare in questa situazione. Comunque vada Forza Angolana.
  • Vittoria esaltante dei biancorossi. Nonostante l'inferiorità numerica (espulso il portiere Leone dopo 12 minuti) Ruggieri e Iaboni rimontano nel finale la più quotata Angolana. Il torneo della squadra di Francesco Farina inizia nel migliore dei modi.
  • Gli ingredienti per un successo che resterà impresso a lungo nella mente dei biancorossi ci sono proprio tutti. Squadra in inferiorità numerica dal 12' e blitz nei minuti finali che comporta una clamorosa rimonta in trasferta sul neutro di Atessa contro la più quotata Angolana: al ritorno in serie D il Bojano non poteva davvero chiedere di meglio.
    • Il successo è maturato grazie a una condotta di gara intelligente. Nonostante la partenza in salita la squadra di Francesco Farina non si è scomposta e ha atteso il momento opportuno per colpire gli avversari. Le due reti, entrambe su calci piazzati, hanno deliziato il pubblico. E così è arrivato il terzo successo in altrettante gare ufficiali.
    • Passando alla cronaca, la prima occasione del confronto capita a De Matteis che impegna Leone da buona posizione. La risposta del Bojano è invece affidata a Ruggieri che scalda il piede su punizione ma spedisce alto. Al 12' l'episodio che rischia di compromettere la partita dei matesini. Sulla linea laterale si accende una discussione, Leone abbandona la porta e si fionda nel mezzo della contesa. L'arbitro vede una spinta proibita ai danni di Bordoni e sanziona il numero uno col cartellino rosso diretto. L'espulsione sarà anche un provvedimento esagerato ma resta l'ingenuità di Leone: se fosse rimasto al proprio posto non sarebbe accaduto nulla.
    • Farina sacrifica allora Redente per inserire il giovane classe 1991 Polise tra i pali. Per il diciassettenne l'impatto è difficile. Dopo nemmeno due minuti un calcio di punizione di Bordoni viene sporcato da Cossu e la sfera termina alle sue spalle.
    • Il Bojano reagisce con orgoglio. Grillo trova un varco a sinistra, nota l'uscita avventata di Carosa e tenta il pallonetto. Decisivo, però, l'intervento di D'Orazio che devia sulla traversa. Il pallone giunge allora ad Altieri che calcia a botta sicura ma sulla linea c'è Cossu.
    Il resto del primo tempo non conferma però le premesse. Per il Bojano solo un calcio di punizione centrale di Iaboni che fa il solletico a Carosa. L'Angolana, invece, si fa vedere con De Matteis che buca a destra, serve D'Alonzo ma Polise fa buona guardia.
    • Nell'intervallo il Bojano passa al 4-3-2 con Piovan che entra al posto di Grillo e si piazza al fianco di Fusco. L'ex Campobasso ha un'opportunità dopo tre minuti dopo un servizio di Chisena dalla sinistra ma Carosa lo anticipa con un'uscita sui piedi. I ritmi della gara restano bassi: l'Angolana preferisce controllare mentre il Bojano attende prima di prendersi qualche rischio.
    • L'impressione, però, è che i biancorossi possono guadagnare metri col passare dei minuti. Al 64' Iaboni prova a sorprendere gli avversari con una punizione battuta d'astuzia, Piovan cerca il diagonale ma Carosa è attento. Ancora Piovan subito dopo su una spizzata di Fusco ma l'incornata si spegne a lato. Per vedere l'Angolana bisogna attendere il 76' quando De Matteis fallisce il tiro dalla sinistra. Sfumato il pericolo è arrivato il momento del Bojano. L'1-1 all'85' quando Ruggieri calcia una punizione dai trenta metri, Carosa tocca ma non riesce a evitare che il pallone, dopo aver battuto sul palo, termini in rete. Il colpaccio a tempo scaduto. C'è un fallo a centrocampo su Iaboni che richiede l'intervento del massaggiatore. Il gioco riprende e il brindisino Carrisi indica che ci sarà un minuto di recupero supplementare. Alla ripresa il Bojano guadagna un calcio d'angolo. Iaboni prende spunto dal basket. Perde qualche secondo, così da garantirsi l'ultima azione e non lasciare spazio per un'eventuale ripartenza dell'Angolana. Carrino gli si avvicina per lo scambio ma lui spedisce il pallone direttamente verso la rete. Una sfortunata deviazione di Bordoni aiuta il tentativo del fantasista ed è il gol del sorpasso. Non c'è nulla di casuale: Iaboni aveva provato lo stesso numero appena sette giorni prima ad Agnone, colpendo però la traversa. Il Bojano esplode di gioia e non c'è nemmeno il tempo di riprendere. Il triplice fischio dell'arbitro arriva proprio durante i festeggiamenti. Il Bojano porta a casa i tre punti e fornisce un'importante prova muscolare.
    RC. ANGOLANA - BOJANO ..
  • RC. ANGOLANA - BOJANO ..
  • La RC. Angolana apre la stagione in "casa" sul neutro di Montemarcone di Atessa contro il Bojano. In casa nerazzurra sono cambiate molte cose. A partire dalla società per arrivare ai giocatori. Le redini della società sono "passate" a De Cecco junior. Il quale ha provveduto ad inserire nei quadri societari uomini di sua fiducia che si sono aggiunti ad alcuni delle passate stagioni. Giorni addietro si è dimesso il direttore generale Antonio Palladinetti. La stagione ufficiale inizierà oggi. La nuova società a oggi non si è presentata alla cittadinanza e alle sue autorità. Nessuna presentazione ufficiale della nuova squadra e del rinnovato staff tecnico. La piazza nerazzurra fortemente provata dagli avvenimenti degli ultimi anni si è un po’ distaccata dalla "vita" della squadra. La delusione è stata tanta per il mancato approdo in II divisione, prima sul campo e poi nelle aule giudiziarie. Tutti questi avvenimenti hanno in parte incrinato la fiducia della maggioranza della tifoseria verso la società. Tra i tifosi ci sono diverse correnti di pensiero sulla vicenda del mancato ripescaggio. Alcuni attaccano che la società non ha fatto di tutto per approdare tra i professionisti facendo una finta "guerra" con la FIGC. Altri invece credono nella buona fede della società nerazzurra alla quale riconoscono di non essere scesa a patti sottobanco con il palazzo del calcio. Molti evitano di pronunciarsi in merito dichiarando di essere DELUSI da TUTTO e TUTTI. L'unica cosa che ha fatto "ricompattare" i tifosi è stata la scelta fatta dalla società sul mister. Tutti hanno criticato la scelta di riportare Norscia sulla panchina nerazzurra. Le scelte spettano alla società la quale ci mette risorse economiche,impegno, lavoro e anche la faccia. I tifosi mettono il loro contributo domenicale acquistando il biglietto e sono legittimati a esternare le loro valutazioni. Sarà il tempo e soprattutto il campo a dare le sue risposte e tutti dovranno confrontarsi con queste. I nerazzurri apriranno la stagione in maniera rimaneggiata. Non saranno della contesa alcune pedine come Aquaro e De Cecco (infortunati),Ganjè (transfert), Traini (influenzato) e Di Filippo. Mister Norscia durante il pre-campionato ha optato per il 4-3-2-1. Il cosiddetto albero di natale. I risultati sono stati alterni. Chi ha avuto modo di seguire da vicino la squadra lamentano che questa ha diverse lacune. Io ho visto i ragazzi all'opera una sola volta e non ho avuto buone impressioni. Una rondine non fa primavera quindi .... meglio aspettare. Il Bojano dopo un anno sabbatico è tornato di nuovo in Serie D. La società pare che sia commissariata. Di loro si dice che puntano ad un campionato tranquillo. Vengono da un doppio successo ottenuto in Coppa Italia il quale ha dato morale e fiducia al gruppo di mister Farina. Il tecnico campano è molto preparato e conosce bene la categoria. Alcune individualità come quelle di Jaboni e Gioffrè dovrebbero dare quel qualcosa in più alla rosa bojanese. Non ci resta che passare la "parola" al campo.
  • Lavrilla

    domenica 30 agosto 2009

    2009-2010 - AMICHEVOLE - TERAMO-RENATO CURI ANGOLANA 3-0


    • TERAMO-RENATO CURI ANGOLANA 3-0

    • TERAMO: Castorani (12’ s.t. Di Toro), Coduti (9’ s.t. Di Domenico), Trincone (5’ s.t. Pierleoni), Alfuso (1’ s.t. Lenart D.), Di Furia, Chiavaroli, Colancecco (20’ s.t. Perticara), D’Aprile, Orta (4’ s.t. Fiorotto, 32’ s.t. Lenart L.), Taua (5’ s.t. Bebeto), Bolzan. Allenatore: Izzotti.

    • RENATO CURI ANGOLANA: Carosa, Del Grosso (1’ s.t. Pirozzi), D’Orazio, Forlano (25’ s.t. De Cecco), Terrenzio (41’ p.t. Pomposo), Cossu (38’ s.t. Becci), D’Alonzo (33’ s.t. Catullo), Ganje (1’ s.t. Bazzi), Crispino (27’ s.t. De Amicis), Rosetti (33’ s.t. Rapino), Bordoni (38’ s.t. Paciocco). Allenatore: Norcia.

    • ARBITRO: Belfiore di Teramo.

    • RETI: nel s.t. 12’ e 30’ Fiorotto e 35’ Pierleoni.

    • Fiorotto trascina il Teramo La Rc Angolana deve inchinarsi.

    • il Centro — 30 agosto 2009 pagina 44 sezione: SPORT

    • TERAMO. Il Teramo (Eccellenza) chiude il precampionato imbattuto. Anzi si permette il lusso di rifilare tre gol alla Rc Angolana (serie D) e presentarsi ai nastri di partenza del campionato di Eccellenza in grande spolvero. Primo tempo giocato a ritmi quasi da campionato, nonostante il gran caldo. Il Teramo tiene bene il campo e mette in difficoltà il 4-3-3 della Rc Angolana. Inizio di ripresa caratterizzato dai tanti cambi. Uno è decisivo perchè l’argentino Fiorotto, da poco entrato al posto di Mario Orta, porta in vantaggio il Teramo. Per il raddoppio Fiorotto fa tutto da solo. Terza rete firmata da Jacopo Pierleoni, ma fa tutto Bebeto. (a.g.)

    sabato 29 agosto 2009

    PROFILI: PAOLO ROBERTS

    • Navigando su internet ho incontrato su di un sito il nostro ex terzino sinistro Paolo Roberts che adesso è un musicista e cantante di jazz, gospel e hip hop come ho letto sul suo profilo. Gli ho inviato un messaggio a cui prontamente ha risposto così:
    • Ciao Antonino, sì, sono l'ex terzino dell'Angolana, mi fa piacere che ti ricordi di me dopo tanti anni. Alcuni anni fa, se non sbaglio nell'estate e poi a dicembre 2003, sono venuto a Città Sant'Angelo e ho anche cantato, con una jazz band di amici, nel vostro bellissimo teatro. Ho rivisto alcuni compagni di squadra (Graziani, Galiè, Piloni e Diodati) con i quali sono tuttora in contatto. I due concerti erano stati organizzati da Gabriele Florindi, che quando giocavo era bambino e ora se non sbaglio è vice sindaco. Spero di tornare presto e magari di incontrarti. Rimaniamo in contatto. Ciao e buona domenica.
    • Mi fa piacere averti trovato qui su internet. Spero di rivederti presto a Città S.Angelo. Venerdì sera sono stato a cena con Romanelli, Barra e Tubaro e abbiamo ricordato gli anni in cui eri qui con noi. Ho un blog su internet "Angolana nel tempo" sulla storia dell'Angolana in cui troverai le partite che hai disputato con la nostra società. Cerco notizie sui nostri ex giocatori di quegli anni in particolare di Borgogni perchè Tubaro vorrebbe contattarlo. A presto.
    • Sono stato sul tuo blog, complimenti, stai facendo un grande lavoro. Se riunisci di nuovo i giocatori di quegli anni fammelo sapere, io vivo a Genova ma potrei, compatibilmente con i miei impegni di lavoro, anche venire a trovarvi. Tanti saluti a Tubaro, Romanelli e Barra. Buona serata.
    • Roberts era un terzino sinistro che si proiettava spesso in attacco e contro il Novoli, nella 30ª giornata del campionato 1969-70, realizzò una splendida doppietta negli ultimi minuti della partita al 39' e 44' del s.t. che sono così descritti in un frammento di articolo conservato da Lucio Romanelli:
    • "I goals sono stati due piccoli capolavori di Roberts: i due cross sono stati effettuati entrambi dal magnifico Romanelli e Roberts li ha sfruttati a dovere, segnando il primo con un potente tiro al volo e il secondo con un dosatissimo rasoterra."
    • In due campionati Roberts ha giocato, con la nostra squadra, in tutto 46 partite segnando 5 goals.

    Ieri e oggi: Romanelli, Barra e Tubaro.


    • Si sono ritrovati questa sera 28/8/2009 al Belvedere i compagni di squadra dei campionati 1969-70 e 1970-71: Lucio Romanelli, Giuseppe Barra e Luigi Tubaro che torna a trovarci ogni anno da Udine. Nell'occasione hanno ricordato i bei tempi unitamente ad Antonio Giansante "il sogno", al dott. Sergio Spinelli, a Marco Spinelli e Ciccio Marescalco. Barra ha portato la foto in bianco e nero di 40 anni fa in cui compaiono oltre se stesso, Lucio Romanelli, Marco Spinelli ed Enrico Graziani che non ha potuto partecipare a questa serata perchè impegnato con il Frosinone calcio.

    sabato 8 agosto 2009

    *In ricordo di Giuseppe Clozza nostro indimenticabile direttore sportivo degli anni 70.


    • Ho appreso stasera, (8/8/2009), della scomparsa dopo una lunga malattia di Giuseppe Clozza che fu direttore sportivo nella nostra società dal 1969/70 al 1975-76. In quegli anni operò sempre oculatamente sul mercato assicurando sempre degli ottimi rinforzi alla nostra squadra, anche in relazione al limitato budget di cui la società disponeva. Non a caso il declino dell'Angolana iniziò con la partenza di Clozza, che andrà poi a lavorare anche nel Milan restando per ben sedici anni a Milanello. Formulo alla sua famiglia le più sentite condoglianze e credo che l'attuale società lo ricordi come un professionista del suo livello ha meritato per tutto quello che ha fatto per i nostri colori.
    • Una folla di sportivi per l’addio a Bepi Clozza al Bearzi.
    • Ex calciatori, dirigenti di altri sport e “gli irriducibili del ricreatorio Brunetta” arrivati anche da fuori regione si sono ritrovati ieri mattina nella chiesa del Bearzi per l’ultimo saluto a Bepi Clozza, allenatore e responsabile, tra gli altri, dei settori giovanili dell’Udinese prima e del Milan poi. La sua figura e il suo impegno sono stati tratteggiati da un nipote, dall’ex presidente del Tolmezzo calcio Bortolussi e soprattutto da Enzo Cainero che ha ricordato di averlo visto solo pochi giorni prima della morte. C’era anche il direttore sportivo Ariedo Braida, che aveva fortemente voluto Clozza al Milan, poi l’indimenticato portiere Lorenzo Buffon, Bertolutti, Bosdaves e altri ex atleti che era stato proprio Clozza a lanciare su palcoscenici importanti.
    • RASSEGNA STAMPA
    • FONTE: MESSAGGERO VENETO - DOMENICA, 09 AGOSTO 2009

    CENTENARIO DELL'ANGOLANA